Nell'ultimo mese

Cagliari tra le città della Memoria degli armeni

  • Scritto da Effe_Pi

Genocidio ArmenoProposta al comune dell'ambasciatore armeno Ghazaryan, durante una visita in Sardegna: del genocidio commesso dai turchi ricorre il centenario nel 2015.

Cagliari potrebbe essere uno dei luoghi della Memoria per ricordare il genocidio del popolo armeno in occasione del suo centenario, che ricorre nel 2015. Se ne è parlato oggi durante un incontro tra l’ambasciatore della Repubblica d'Armenia in Italia, Sargis Ghazaryan, e l'amministrazione comunale di Cagliari; è stato proprio l’ambasciatore a lanciare la proposta al vicesindaco della città, Luisa Anna Marras. Per Ghazaryan il capoluogo sardo, già candidato a Capitale europea della cultura nel 2019, deve ospitare, insieme a Roma e Milano, uno degli eventi culturali in programma a livello nazionale  previsti per l'anno prossimo''.

Durante la sua visita ufficiale in Sardegna, il diplomatico ha incontrato anche l'arcivescovo, Arrigo Miglio, con il quale ha parlato del valore dell'identità del popolo sardo e delle sue affinità con il popolo armeno. ''La cristianità dell'Armenia - ha detto - ha consentito al paese di essere una porta  verso l'occidente e l'oriente, una porta fatta di accoglienza e  dialogo''. L'ambasciatore Ghazaryan ha visitato inoltre la Basilica monumentale di Nostra Signora di Bonaria ed ha partecipato, ieri, al convegno ''Genocidio del popolo armeno'', coordinato dal direttore di Spondasud, rivista di geopolitica di Alessandro Aramu, insieme al  Segretario generale del Centro Italo Arabo Assadakah Schiavone, al  Senatore Ignazio Angioni, il responsabile esteri del Centro Italo arabo Assadaka Talal Khrais.

Il genocidio cui ci si riferisce è quello compiuto dal governo ottomano dei “giovani turchi” nel 1915, che viene commemorato dagli Armeni il 24 aprile. In un solo mese, più di mille intellettuali armeni, tra cui giornalisti, scrittori, poeti e perfino delegati al Parlamento furono deportati verso l'interno dell'Anatolia e massacrati lungo la strada, mentre in tutto il periodo del Genocidio, le “marce della morte”coinvolsero 1.200.000 persone, centinaia di migliaia delle quali morirono per fame, malattia o sfinimento.

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