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Truffa acustica: quattro arresti a Cagliari

  • Scritto da Effe_Pi

apparecchio acusticoMedico e aziende truffavano il SSN indirizzando i pazienti, anche quelli che non ne avevano bisogno, verso l'acquisto di costosi apparecchi contro la sordità.

Viaggi e iscrizioni a corsi di aggiornamento professionale di altissimo livello, soggiorni "spesati" fino all'ultimo euro, denaro contante e addirittura riparazioni per l'auto. Sono le tangenti riscosse da un otorinolaringoiatra di Cagliari che fino a novembre dello scorso anno lavorava per l'Asl di Oristano, Carbonia e Sanluri per dirottare i pazienti verso due ditte del capoluogo che fornivano le protesi acustiche, anche a chi di apparecchi acustici non aveva bisogno, a discapito delle altre aziende. Sono quattro le persone arrestate dal Nas di Cagliari nell'operazione denominata "Udito". Ai domiciliari per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni del servizio sanitario nazionale, corruzione e falso ideologico sono finiti il medico Giulio Giovanni Sulis, 53 anni, Riccardo Vizzino, 46, titolare della Nuova Econ Acustica Srl di Cagliari e i fratelli Maurizio e Luca Carboni, di 54 e 44 anni, titolari della ditta Centro Controllo Sordità. Trenta le persone indagate, tra queste anche un informatore scientifico di una nota casa farmaceutica.

Le indagini del Nas sono iniziate nel 2012 dalla registrazione di una conversazione fra medico e paziente fornita da un cittadino in ambulatorio in cui il medico cercava di dirottare l'uomo con problemi di udito verso la struttura in cui veniva venduto l'apparecchio acustico. Da quel momento i Carabinieri hanno avviato accertamenti e attività tecniche che hanno permesso di scoprire i legami tra medico e aziende. Il professionista, secondo quanto accertato dalle indagini, si impegnava personalmente affinché i pazienti visitati negli ambulatori pubblici di Carbonia, Mogoro e Guspini, e in quelli privati di San Sperate e Cagliari, si rivolgessero alle due ditte per l'acquisto degli apparecchi.

Per facilitare il "passaggio" avrebbe falsificato i referti medici: le visite mediche fatte in ambulatorio privato risultavano eseguite in quelli pubblici, in altri casi veniva certificata una patologia più grave in modo da far ottenere ai pazienti il contributo Asl. I carabinieri hanno anche accertato che alcuni pazienti, spesso di età avanzata, erano stati visitati da altri medici che non li avevano giudicati sordi o bisognosi di protesi, ma dopo il controllo del medico arrestato la patologia veniva ribaltata. Le ditte riconoscevano al medico provvigioni del 10-20% per ogni apparecchio venduto, ma anche tangenti. Attualmente sono stati accertati circa 50 casi per un giro d'affari di 50mila euro, cifra che è stata sequestrata nei conti correnti degli arrestati, ma il giro sarebbe più ampio visto che il medico dirottava verso le due ditte decine di pazienti al giorno.

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