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In Sardegna record di detenuti tossicodipendenti

Carcere cellaLe carceri sarde sono tra le meno affollate ma hanno oltre un terzo di detenuti per problemi di droga.

Le carceri italiane dovrebbero servire a rieducare chi ha sbagliato per aiutarlo a inserirsi di nuovo nella società, ma dati alla mano non sembra essere esattamente questo il loro ruolo: pochissimi detenuti lavorano, e molti invece sono recidivi, cioè sono tornati in prigione dopo esserci già stati in passato. La Sardegna, in particolare, non brilla, essendo la regione con più detenuti tossicodipendenti: ben il 34,1% dei carcerati dell’isola hanno avuto a che fare con la droga, a fronte del 32,3% della Puglia, il 30,4% della Lombardia e il 301% della Liguria.

I dati, aggiornati al 30 giugno di quest’anno, emergono dal decimo Rapporto nazionale sulle condizioni di detenzione dell'associazione Antigone. "Il carcere - si legge nel documento presentato questa mattina a Roma – è una macchina costosa che alimenta se stessa, crea la propria domanda, indifferente al proprio fallimento”.  In ogni caso, i detenuti sono in lieve diminuzione rispetto agli anni passati: secondo l’Istat, alla fine del 2012 erano  65mila 701 le persone presenti nelle strutture penitenziarie, l'1,8% in meno dell'anno precedente. Nel 4,3% dei casi si tratta di donne, mentre gli stranieri sono il 35,8%.

Un detenuto su cinque lavora, in massima parte (83,7%) alle dipendenze dell'Amministrazione penitenziaria. Il problema del sovraffollamento rimane piuttosto serio, per quanto il rapporto tra detenuti presenti e posti letto previsti continui a scendere a livello nazionale, passando dai 146,4 del 2011 a 139,7 del 2012. La situazione è mediamente più critica nel Nord (149,9 detenuti per 100 posti letto), ma anche nel Mezzogiorno e al Centro i valori sono ben lontani da quello ottimale. Tra le regioni i valori oscillano tra il 168,8 della Puglia e il 94,5 della Sardegna, l'unica regione che ha un tasso di affollamento inferiore a cento.

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