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Beni culturali sardi sotto attacco anche durante il lockdown

Tutto fermo, ma non si sono fermate le attività illegali di compravendita di beni culturali.

Non cessano di preoccupare le attività illegali legate alla compravendita di beni culturali, che non si sono fermate neanche durante il lockdown della nazione. Durante gli ultimi due mesi infatti, i carabinieri del comando Tutela Patrimonio culturale hanno continuato a lavorare incessantemente per proteggere musei, monumenti e tutte le bellezze del territorio della Sardegna. Sono 19 le persone denunciate (sebbene alcune di queste denunce fossero arrivate prima dell’emergenza sanitaria), 95 i controlli effettuati dai carabinieri in numerose aree, compresa l’area culturale e archeologica “Su Nuraxi” di Barumini,unico sito Unesco dell'isola, e numerosi gli altri controlli effettuati ad ampio raggio.

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In particolare le indagini si sono concentrate sugli scavi clandestini, scoperti in due aree nel Cagliaritano e nel Nuorese. Lente d’ingrandimento anche sul web, dove molti siti di e-commerce sono diventati il territorio perfetto per fare compravendita di beni culturali di provenienza illegale, qui i carabinieri hanno effettuato 400 controlli. Sono stati 51, invece, gli esercizi commerciali di settore controllati, fra antiquari, gallerie d'arte e restauratori, per verificare il rispetto delle chiusure imposte dalle misure per frenare l’emergenza coronavirus del governo.

Foto: Pixabay | CC0 Public Domain

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