Scuola che unisce non che divide

  • Scritto da Effe_E

Pubblichiamo la lettera aperta di un nostro lettore, un insegnante, che porta all'attenzione di tutti il disagio che anche il mondo della scuola sta affrontando in questa emergenza.

Caro dirigente, cara ministra, cari colleghi,

Vorrei condividere con voi le mie riflessioni di questo periodo.

Sono un insegnante e in questo momento difficile mi pare che tutti (o la maggior parte di noi) stanno mettendo in campo una capacitá di resilienza da non sottovalutare.

La situazione è di emergenza per tutti, il corpo insegnante non è esente. Vi parlo di me, ma penso di poter essere portavoce di molti. Sono connesso alla piattaforma non tutto il giorno ma quasi, per offrire alle famiglie degli alunni un continuo supporto, per mantenere vive quelle relazioni che fanno bene, per far capire loro “Io ci sono". Questo ci è stato detto fin dall'inizio: accorciare le distanze e coltivare le relazioni. Allo stesso tempo c’é la nostra famiglia da accudire, i nostri bambini, il nostro stato di isolamento, la nostra difficoltá ad avere sempre una linea funzionante.

Ora, non capisco perché si debba caricare gli insegnanti con scadenze e stravolgere il loro modo di operare, perché? Qual è la reale funzione, in uno stato di emergenza, produrre carte su carte? Nuove progettazioni? Di cosa? Viviamo alla giornata, con la paura del futuro, tutti! E contemporaneamente lavoriamo, e lo facciamo bene, produciamo materiale, abbiamo ottime risposte dalla maggior parte delle famiglie. Questo non è di per sé fare scuola? Perché aggiungere stress allo stress e all'incertezza che già stiamo vivendo? Io sono soddisfatto del lavoro che sto facendo, e credo anche le famiglie. Ho delle buone risposte anche da alcuni bambini che in classe rimanevano in disparte, non avete idea dei progressi che sto registrando. Io non ho alcuna difficoltà a dimostrare tutto il lavoro che sto portando avanti. Sarei pronto a consegnare il tablet subito perché si possa visionare tutto quello che succede in piattaforma.

Flessibilità, la scuola dev'essere flessibile, gli insegnanti devono essere flessibili. Mi pare che stiamo dimostrando molto di piú: stiamo ricostruendo relazioni con le famiglie, che stanno riniziando a fidarsi di noi,  come insegnanti. Non basta? Avremo tempo e modo di dimostrare  di essere andati avanti con le nostre discipline, non trovate?

Grazie per l'ascolto

A presto.

L' insegnante!

Foto: Sergey Klimkin | CC0 | Pixabay