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Poligoni intoccabili? i sardi dicono no

  • Scritto da Effe_Pi

NoNatoEsercitazioni Nato, l'isola è sempre strategica per i militari ma aumentano le voci contro la loro presenza

La Nato fa le prove di guerra in Sardegna, e i vertici della Difesa italiana dicono che i poligoni sardi sono "intoccabili". In particolare l'ammiraglio Luigi Mantelli, capo di Stato maggiore della Difesa, in occasione delle esercitazioni sulla costa sud occidentale dell'isola, ha detto che la aree militari sarde per lui sono "intoccabili perchè strategiche" e che nelle zone critiche di Teulada e Salto di Quirra sono già state concluse delle bonifiche. Non è d'accordo con lui Giampiero Scanu, capogruppo Pd nella Commissione Difesa di Montecitorio, secondo cui le bonifiche "non sono state affatto realizzate"  e in ogni caso ''la Commissione parlamentare d'inchiesta sull'esposizione a  possibili fattori patogeni, con particolare riferimento all'uso  dell'uranio impoverito, in conclusione della sua attività nella scorsa legislatura ha deliberato, all'unanimità, la riconversione del poligono di Quirra e la chiusura graduale ma definitiva dei poligoni  di Capo Teulada e di Capo Frasca".

PIù in generale - ha proseguito Scanu - "la legge 244/12, che disciplina la riforma dello strumento militare, affida al parlamento il compito di acquistare i sistemi d'arma e la scelta del loro impiego, anche ai fini dell'addestramento". Per tutti questi motivi - ha concluso il deputato - "il Partito democratico, e io personalmente, continueremo ad impegnarci nella direzione sostenuta dall'intero popolo sardo: la liberazione della Sardegna dalla vergognosa occupazione delle servitù militari''. D'accordo anche Michele Piras di Sel, che ricorda anche come il Ministro Mauro abbia annunciato "un rafforzamento della presenza militare in Sardegna" e la Procura intanto "trascina finalmente il caso dell’inquinamento ambientale a Teulada in Tribunale". In tutto questo, il deputato trova "gravissimo e connivente il silenzio del Governo regionale. Qualcosa non torna e trovo che sia giunta l’ora di fermare una danza perversa che si svolge su una pista di ballo dove si calpestano i sardi e i loro diritti: primo fra tutti il diritto a conoscere la verità". Per questo, Piras chiede che venga "immediatamente convocata la Conferenza nazionale sulle servitù militari e che la Regione sarda torni a rappresentare i diritti dei sardi, non solo gli interessi della Difesa".

All'attacco anche gli indipendentisti di ProgRes, in particolare quelli di Teulada, che dicono di essere da tempo impegnati "nella realizzazione di un piano dettagliato ed articolato sulla bonifica e riconversione del poligono" e ricordano che finora "dalla nostra condizione di dipendenza (dal Ministero della Difesa, dai Ministri italiani, dalle decisioni della Nato, dagli indennizzi, dai politici italiani) gli unici che hanno guadagnato dalla presenza di questo Poligono nel territorio sardo sono stati gli stessi politici che hanno creato questa stessa condizione per poter perpetuare il classico gioco delle promesse, del ricatto e delle clientele ad ogni tornata elettorale".

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