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Barilla e i mal di pancia del marketing

  • Scritto da Effe_Pi

Pasta verdeLe discutibili scelte di marketing "tradizionali" dell'industriale e le loro possibili conseguenze nel 2013.

Do you remember the 26th morning of September? 
Come dimenticare il giorno in cui l'esponente di una delle maggiori famiglie industriali italiane ha pronunciato il discorso più deprimente che potesse fare sia dal punto di vista umano che sociale, storico ed economico?

Il Barilla cresciutello non si è reso conto di essere fuori età per fare il Balilla. E anche fuori contesto.
Presidente di una delle poche industrie ancora a maggioranza azionaria italiana, mentre Alitalia perde quota e si avvicina pericolosamente alla zona triangolo delle Bermuda (che fine farà?) e Telecom gioca alla corrida nel ruolo di toro tramortito, Guido Barilla dichiara che non farà mai uno spot con una famiglia gay perché “noi abbiamo una cultura vagamente differente...”, che riformulata alla luce delle dichiarazioni successive suona meglio con “noi abbiamo vagamente una cultura... (differente o uguale che sia)”.

In fondo è vero, in Italia per fare bene dal punto di vista commerciale la cultura non è indispensabile.
“Ognuno ha diritto a casa sua di fare quello che vuole”, di fare il “plurimo padre” che alleva le nuove generazioni a pasta, lusso, ignoranza e omofobia – magari ricambiando la cortesia di non “infastidire” o  “disturbare le persone che sono attorno”.
Su di lui ai posteri l'ardua sentenza.
Ma dal punto di vista storico, politico e commerciale Guido Barilla non poteva commettere errore più drammatico e grossolano. Con l'Italia al collasso e il rotolio sordo di due macigni in corsa verso un burrone senza fondo, uno dei maggiori industriali del paese ritiene di poter affermare riguardo ai gay: “Va bene, se a loro piace la nostra pasta e la nostra comunicazione la mangiano, altrimenti mangeranno un'altra pasta. Uno non può piacere sempre a tutti perché piacere a tutti significa piacere ai più...”

Sbagliato. Nell'economia dei prodotti di consumo devi piacere ai più. E secondo la stima Istat 2012 in Italia tra i più ci sono circa 3 milioni di omosessuali, che mangiano pasta e alcuni dei quali lavorano sicuramente alla Barilla. E poi ci sono i bisessuali. I transessuali. I parenti, gli amici e i colleghi di tutte queste persone che “hanno diritto di fare quello che vogliono senza disturbare gli altri”.
E anche fuori dall'Italia milioni di omosessuali mangiano pasta, sughi, biscotti e surrogati dal marchio bianco-rosso...
Ora più che mai l'azienda di Guido Barilla farebbe bene a girare una pubblicità gayfriendly, magari con il Presidente tra gli interpreti, altrimenti questo valore fondamentale della “famiglia sacrale” diventerà per l'azienda molto più doloroso di una lombosciatalgia. O di una intossicazione da grano sofisticato.

V.S.
 

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