Logo

Tav, governo a un passo dalla crisi dopo il voto

La politica italiana va in crisi sul Tav con la divisione tra Lega e 5 stelle per la ferrovia Torino - Lione, ma per la Sardegna comunque non cambierà nulla.

Tanto tuonò che piovve. Dopo tanti litigi sembra essere giunto il momento della crisi, con una durissima polemica tra Lega e Movimento 5 Stelle, generata dal voto dei giorni scorsi in parlamento sulla ferrovia ad alta velocità Torino - Lione (Tav) e che fa ormai presagire un'imminente crisi di governo. Il vicepremier leghista  Matteo Salvini, in un comizio a Sabaudia, ha infatti premuto l'acceleratore  sul ritorno alle urne : "Non mi interessano i rimpasti, se le cose non si possono fare è inutile andare avanti", ha dichiarato.

LEGGI ANCHE | Trasporti: i 125 miliardi buttati per i treni sardi 

In un incontro avuto con il premier Giuseppe Conte, avrebbe posto un ultimatum: “Intesa su un cambio di rotta entro lunedì o sarà crisi”. Salvini ha deciso di cancellare due comizi previsti in Abruzzo e oggi, prima di andare a Pescara, sarà a Roma per colloqui. Da parte sua, il vicepremier pentastellato ha annullato la riunione dei gruppi M5s in programma per questa sera a Bologna e in tarda mattinata è entrato a Palazzo Chigi con i capigruppo di Camera e Senato. La Lega vuole la testa di tutti i ministri Anti Tav - come quello dei trasporti Toninelli, dell'ambiente Costa e Trenta della difesa. Dall'opposizione si fa notare come la possibile crisi arrivi alla vigilia di una Finanziaria che si preannuncia molto dura, con probabile aumento generalizzato dell'Iva.

Foto | Collettivo Politico Scienza politche su Flickr

 

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.