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Un sardo studia la cannabis come anti ansia

  • Scritto da Effe_Pi

Ansia patologiaFinanziata dall'esercito americano con un milione di dollari la ricerca dello scienziato oristanese Graziano Pinna, che indaga come i cannabinoidi possano sconfiggere patologie legate ad ansia e paura.

Derivati della cannabis per combattere l’ansia e la paura, vere e proprie patologie che ogni anno causano migliaia di vittime. Sarà uno scienziato sardo, il professor Graziano Pinna, 45 anni, di Oristano, docente della University of Illinois a Chicago, a sviluppare la ricerca voluta dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d'America per lo studio di alcuni meccanismi del sistema nervoso che, grazie all'uso di sostanze cannabinoidi, consentono di vincere l'ansia e la paura. La ricerca proposta del professor Pinna, cui l'US Army Medical Center and Materiel Command del Dipartimento della Difesa statunitense ha deciso di destinare un finanziamento di un milione di dollari, è di grande attualità, in un momento in cui è più che mai aperto il dibattito sulla liberalizzazione dell'uso delle sostanze cannabinoidi per scopi terapeutici, ma non solo.

Gli studi verranno condotti nel Dipartimento di psichiatria della University of Illinois a Chicago, da un team guidato da Pinna, che avrà la direzione e l'intera supervisione del progetto e che già si è messo in evidenza per diverse scoperte di grande rilevanza nel campo delle neuroscienze, tra le quali quelle sui meccanismi di funzionamento di alcuni dei farmaci antidepressivi più venduti e usati al mondo, come il Prozac. La ricerca sull'impiego delle sostanze cannabinoidi avrà una durata di tre anni, estendibili a quattro. "Lo studio che andremo a sviluppare si concentrerà sul funzionamento di un particolare recettore del sistema nervoso e sul conseguente comportamento emotivo, con l'uso di sostanze cannabinoidi, che possono aiutare a vincere la paura e l'ansia", spiega Pinna. "Ad oggi non esistono ricerche in questo senso".

"Uno dei punti forti del progetto è lo studio dei meccanismi coinvolti", prosegue lo scienziato sardo. "Non ci limiteremo ad osservare gli effetti dei farmaci utilizzati, ma andremo a capire come e perché gli endocannabinoidi prodotti nel nostro organismo, oppure i cannabinoidi della cannabis funzionano. Informazioni importanti per sviluppare nuovi farmaci più selettivi, che imitino gli stessi meccanismi ed abbiano effetti benefici". "Un altro punto di forza", evidenzia Pinna, "riguarda la strategia investigativa utilizzata, che mette insieme la combinazione di metodi farmacologici con l'uso della genetica". La ricerca potrebbe aprire la strada alla cura di una neuropatologia che oggi, negli Stati Uniti, miete piu' vittime tra i militari reduci della guerra in Iraq e Afganistan che durante la guerra stessa.

Un disturbo che non è circoscritto ai militari, ma tocca una fascia che comprende il 7-8% della popolazione, con alcune categorie a rischio. Tra le persone più colpite ci sono i bambini vittime di violenze e abuso in ambito familiare, seguiti dalle donne vittime di violenza, e quanti assistono ad eventi traumatici come incidenti stradali, catastrofi naturali, oppure stragi e attacchi terroristici. "È una patologia molto seria per la quale oggi non esiste ancora un farmaco che curi i diversi sintomi", spiega il professore. Il progetto di ricerca predisposto dallo scienziato oristanese ha superato una selezione molto severa, che ha premiato appena il 5% delle proposte avanzate. Il programma del professor Pinna e' stato elaborato due anni fa, a luglio 2013, è stato ammesso a un approfondimento successivo alcuni mesi dopo e a fine 2014 è stato valutato scientificamente valido, fino ad essere finanziato il mese scorso dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d'America.

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