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Le servitù dimenticate di Sardegna: Onanì

  • Scritto da Effe_Pi

Comune OnanìLa denuncia del deputato Michele Piras su oltre 1000 ettari di terreno sottratti al piccolo centro del nuorese per realizzare il carcere di Mamone e ormai inutilizzati da decenni tra incuria e rischio di incendi.

Le servitù sono una costante sul territorio sardo, ma accanto a quelle più note come Capo Frasca, il Salto di Quirra o Capo Marrargiu, per citarne alcune, ce ne sono altre dimenticate, che insistono da decenni o addirittura un secolo su territori magari meno “nobili” ma altrettanto importanti, rispetto a quelli sopracitati. Né è un esempio quella che si trova sul territorio del comune di Onanì, piccolissimo centro di appena 393 anime in provincia di Nuoro, dove a partire addirittura dal 1881 circa 1000 ettari di terreno, un tempo ad uso collettivo, sono stati sottratti per la realizzazione della colonia penale di Mamone ed oggi versano “in uno stato di totale inutilizzo ed abbandono”. A denunciare questa situazione, il deputato sardo di SEL (Sinistra ecologia libertà) Michele Piras, che su questo ha appena presentato alla Camera un’interrogazione al Ministro della Giustizia.

Piras parla di un’incuria che non solamente “sottrae terreno utile all’attività di una piccola comunità a prevalente economia agropastorale, ma che costituisce un vero e proprio rischio, particolarmente in questa stagione, per gli incendi”. Un bene che il Ministero considera di proprietà del Demanio statale, ma che tale potrebbe essere – sulla base di quanto dispone l’art.14 dello Statuto d’Autonomia – “solo in persistenza della servitù, fatto che parrebbe essere smentito precisamente dallo stato di abbandono del territorio e che, in virtù di questo, potrebbe essere agevolmente superata rilasciando il terreno a favore del Demanio regionale (comma 2 art.14, Statuto Speciale) e successivamente della comunità di Onanì”, come propone il parlamentare della sinistra, che trova oltretutto “scandaloso che finora nessuno abbia dato seguito alle legittime rimostranze dell’Amministrazione comunale, ignorando una vicenda che sarà pure piccola ma che, per quella comunità, è importante”.

Nell’interrogazione, che sarà seguita da una “visita ispettiva”, Piras ricorda anche che non esistono tracce dei decreti che all’epoca portarono alla sottrazione del terreno ad Onanì, e che “unico riferimento certo della vicenda” è una lettera raccomandata della Direzione dello Stabilimento Penale di Mamone, “datata 11 luglio 1926, con la quale si trasmette al Comune di Onanì copia del verbale di divisione dei suddetti terreni”. Il Comune del piccolo centro del nuorese ha presentato esposto (causa R.G.7514/2012) contro il Ministero della Giustizia, rilevando come i terreni assegnati alla Colonia penale non siano utilizzati per intero e secondo la perizia del suo consulente tecnico “nelle aree oggetto di contenzioso, le strutture e i fabbricati sono in disuso ed in stato di abbandono” e i terreni “non vengono utilizzati per l’attività agricola, escluse le piccole porzioni in località S’Acchina”. Nonostante questo, il tribunale di Cagliari ha rigettato la domanda proposta dal Comune, sostenendo la legittimità del titolo di proprietà in capo al Demanio dello Stato, e ignorando quindi, secondo quanto sostenuto dall’esponente di SEL, quanto previsto dallo statuto speciale della Regione Sardegna.

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