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Budelli torna privata tra polemiche e sospetti

  • Scritto da Effe_Pi

Spiaggia Rosa BudelliIntervista alla senatrice di Sel Loredana De Petris che si era battuta per restituire l'isola al Parco de La Maddalena: sospetta "complicità dalle istituzioni locali", e considera "pretestuose" le motivazioni del Consiglio di Stato, già in passato al centro di polemiche.

Budelli torna privata, grazie a una sentenza del Consiglio di Stato con molte ombre, che ha sollevato parecchi dubbi tra coloro che si erano battuti perché la meravigliosa isola dalla spiaggia rosa tornasse un bene pubblico a tutti gli effetti. La decisione della sesta sezione del supremo tribunale amministrativo, infatti, restituisce al neozelandese Michael Harte la proprietà di Budelli, smentendo quanto deciso dal Parlamento con la legge finanziaria di fine 2013. Ad esprimere dubbi, rabbia e voglia di continuare a dare battaglia per la tutela di Budelli è Loredana De Petris, capogruppo di Sel (Sinistra ecologia libertà)/Gruppo Misto in Senato, che insieme al Parco de La Maddalena e ad alcune associazioni ambientaliste è stata in prima linea in questa vicenda, presentando l’emendamento che aveva restituito al Parco il diritto di prelazione.

Senatrice De Petris, come si spiega questa sentenza di ieri, che di fatto privatizza nuovamente l’isola di Budelli?

La sentenza è incomprensibile, visto che contiene un’interpretazione delle leggi davvero sui generis, in particolare quando parla delle motivazioni che non consentirebbero al Parco de La Maddalena di esercitare il diritto di prelazione per l’acquisto dell’isola. Si parla infatti dell’assenza del piano d’assetto per la tutela, che invece è stato da tempo predisposto dall’ente parco e trasmesso all’assessorato regionale all’Ambiente, che però finora lo ha tenuto nel cassetto. Quindi, non vorremmo anzitutto che da questo punto di vista ci fossero delle complicità, nel contribuire a trovare un pretesto per dare ragione ad Harte, ma in ogni caso la motivazione del Consiglio di Stato è puramente pretestuosa, visto che è in campo una legge dello stato che ribadisce come in questo caso (ma per tutti i beni vincolati) le istituzioni pubbliche debbano avere sempre un diritto di prelazione all’acquisto.

Quali saranno le conseguenze di questa decisione del Consiglio di Stato sulla futura tutela di Budelli e delle altre bellezze naturali sarde?

Questa sentenza sancisce il principio che il primo che arriva si può comprare le nostre principali bellezze, naturali e storiche, e soprattutto dice che lo Stato non può fare niente, nemmeno volendo, per proteggere i beni vincolati, visto che la legge può essere aggirata facilmente. Oltre a Budelli abbiamo centinaia di edifici di pregio e beni naturali vincolati, che ora potrebbero in teoria essere acquistati dai privati, scardinando il principio cardine della tutela. Tra l’altro il fatto che la decisione venga dalla sesta sezione del tribunale amministrativo non aiuta ad abbassare la tensione, visto chi ne fa parte e le polemiche che ci sono state per altre sentenze negli anni scorsi (Filippo Patroni Griffi nel 2012  è stato accusato a mezzo stampa di aver acquistato a prezzo agevolato, nel 2008, la sua casa vista Colosseo, di proprietà dell’Inps: 177 mila euro per 109 metri quadrati, proprio per merito di una sentenza del Consiglio di Stato, che aveva tra i presidenti lo stesso Patroni Griffi. Lui si è difeso dicendo che non c’era stato nulla di illecito: “Temo di non essere in grado di scrivere un manuale per furbetti come mi viene suggerito”, NdR).

Vi siete battuti a lungo per una soluzione diversa da questa, cosa pensate di fare da oggi in poi per rendere di nuovo l’isola un vero bene pubblico?

Stiamo studiando da un punto di vista giuridico le possibili azioni future, potremmo far partire un ricorso in Cassazione ma non sarebbe semplice, oppure cercare di ripresentare una norma ancora più precisa in merito. Purtroppo la battaglia si fa difficile, visto che anche parte del mondo ambientalista (su tutti Legambiente, NdR) si è schierata con Harte, e anche nelle istituzioni locali il magnate neozelandese sembra godere di un ampio sostegno.

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