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Per le mute vie di Eliano Cau

  • Scritto da Effe_E

Per le mute vie di Eliano Cau

Anni Sessanta: non lotta di classe ma lotta per la sopravvivenza quella che infiamma gli animi a Neoneli, piccolo centro della Sardegna.

Incipit

Maledetto maledetto maledetto! Maledetto sia il ricordo che oggi mi vomita addosso il passato e aggiunge altro fiele alla vita. Avrei voluto non essere qui: la pietra che tumulava quegli anni è oggi ai miei piedi, e i vermi del dolore tornano liberi a mordere la carne viva.
Sono venuto a seguire i poeti cantori, che pescano da archivi gremiti di endecasillabi in rima ottave mille volte sentite, spesso scontate, quasi mai geniali. Dalla festa dell’Angelo i poeti mancavano da tanto, ormai: cambiato il paese, dimenticati loro, reliquie di tempi lontani, rimossi come calamai dallo scrittoio.
Le dieci di notte. Pochi ascoltano: un pugno audace di appassionati. Per fortuna la marea dei festanti si perde con le sue baraonde, lontana. Ma non disturba. Solo, io mi attardo curioso tra gli altri. Le ottave si alternano, con versi prevedibili e parole costrette a divenire sarde, perché non a tutto la nostra lingua si piega..
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N.D.

Anni Sessanta: non lotta di classe ma lotta per la sopravvivenza quella che infiamma gli animi a Neoneli, piccolo centro della Sardegna che arranca per non scomparire, che soffre per la rinuncia ai suoi figli più cari, giovani costretti a emigrare, prole che non riesce a sfamare.

Ma Antoni non parte per fame: se resta, non riuscirà a resistere alla vertigine della vendetta.

Testimone delle sue ambasce, il giovane Emilio getta il suo primo sguardo su un mondo in equilibrio precario tra un domani troppo vicino e uno ieri troppo importante per esser dimenticato, ma troppo pesante da portare con sé.

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