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Gli insegnanti sardi: non mandateci in continente

I professori assunti dal Ministero per destinazioni lontane dall’isola l’anno scorso ci erano rimasti come insegnanti di sostegno ma stavolta è più difficile.

Sono stati assunti, ma non in Sardegna, dove invece vorrebbero continuare a vivere. Sono i professori sardi chiamati dal Ministero a partire dallo scorso anno, che finora sono potuti rimanere vicino alle famiglie grazie alle assegnazioni su posti di sostegno. Ma quest'anno il bis è in bilico: da Roma è partito l'altolà per i non specializzati, e proprio loro rischiano di andare ad insegnare fuori. Con tutto quello che questo comporta in termini economici (spese di viaggio e alloggio con lo stipendio che rimane lo stesso) e affettivi. L'Sos è lanciato da un gruppo di docenti della scuola secondaria di primo grado della classe di concorso di Tecnologia. I docenti - spiegano - avevano vinto il concorsone del 2012 e poi erano stati assunti con la fase B della Buona scuola. Ma lontano da casa. "Attualmente - sottolineano in una lettera-appello alla Uil - siamo rimasti una trentina titolari fuori Regione, sparsi per il Nord Italia, con l'unica possibilità di avvicinarci alle nostre famiglie data dalle assegnazioni provvisorie interprovinciali”. Gli insegnanti spiegano che non vogliono "sottrarre il posto a nessuno la nostra disponibilità deve venire in subordine ai colleghi che hanno titolo a ricoprire le cattedre disponibili, ma considerato che i posti in organico di fatto sono nettamente superiori al numero dei docenti specializzati, noi riteniamo di poter far fronte a questa mancanza con la nostra professionalità e competenza così come abbiamo fatto durante tutto questo anno scolastico”.

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