Clean Sea Life: anche in Sardegna i pescatori puliscono il mare

  • Scritto da Anna Maria Cantarella

Pescherecci di quattro regioni italiane si mobilitano per ripulire il mare dai rifiuti.

Clean Sea Life è il programma di pulizia e tutela del mare che ha mobilitato 34 pescherecci di 4 regioni italiane per ripulire il mare dai rifiuti. In una sola giornata, durante la quale i pescherecci si sono mossi attorno alle coste italiane da San Benedetto del Tronto a Manfredonia, sono stati raccolti oltre una tonnellata e mezza di rifiuti marini. Una quantità esagerata di immondizia che galleggia nei nostri mari e che i pescatori non possono raccogliere né trasportare in porto a causa di normative ancora troppo confuse.

I pescherecci si sono mossi anche attorno alle coste della Sardegna e nell’area marina di Porto Torres che non è esente dalla presenza di rifiuti di qualunque tipo. L’azione, finanziata dal programma europeo Life, è stata presentata al seminario “Fishing for Litter” – A pesca di rifiuti – organizzato dall’eurodeputato Marco Affronte dei Verdi per discutere della revisione della direttiva sugli impianti portuali per il conferimento dei rifiuti delle navi. L’esempio da cui partire è “ReSeaclons”, un progetto dell’Istituto marino di Seaquarium del porto di Le Grau du Roi, nel sud della Francia, dove i rifiuti plastici riportati in superficie vengono riciclati e trasformati in una nuova materia plastica mista.

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Due i punti fondamentali. Il primo – sottolineato da Affronte – è quello che riguarda lo smaltimento dei rifiuti marini e la presenza delle microplastiche perfino nel sale marino da cucina come confermato da alcuni studi di Greenpeace, secondo i quali il 92% del sale sulle nostre tavole le contiene. La seconda questione è quella che riguarda lo smaltimento dei rifiuti ritrovati in acqua dai pescatori, comprese le reti da miticoltura abbandonate in acqua. A questo proposito in primavera, a Rimini, sarà presentata una particolare iniziativa. Eleonora de Sabata, portavoce di Clean Sea Life, ha spiegato che il vuoto normativo sulla raccolta dei rifiuti marini costringe i pescatori a rigettare in acqua i rifiuti che restano incastrati nelle reti in quanto la legge non abilita i pescherecci al trasporto dell’immondizia e nei porti, non solo non ci sono aree per lo smaltimento dei rifiuti ritrovati in mare, ma non è nemmeno chiaro a chi spetti pagare per il loro smaltimento. Così la soluzione migliore è liberarsi in acqua dei rifiuti per evitare multe o sanzioni, come confermato da molti pescatori, coinvolti nel progetto con le loro testimonianze, che in una lettera sollecitano un intervento europeo sulla questione.

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