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Biodiversità a rischio: meeting sulla flora sul Gennargentu

Salvare le specie endemiche in via d’estinzione. È questo lo scopo del meeting di studiosi che fino al 27 settembre si incontreranno sul Gennargentu

Obiettivo: preservare la biodiversità della flora del Mediterraneo. E' questo lo scopo dei meeting previsti dal progetto internazionale Care Mediflora “Conservation Actions for Threatened Mediterranean Island Flora: ex situ and in situ joint actions”. La finalità è trovare soluzioni che consentano di conservare la flora in pericolo d’estinzione nelle principali isole del Mediterraneo. L’iniziativa, il cui coordinamento scientifico è affidato all’Orto Botanico di Cagliari, vede come altri protagonisti anche l’agenzia regionale Forestas e il partenariato di sei centri di ricerca che operano nell'area mediterranea, sotto la supervisione del Mediterranean Plant Specialist Group (SSC) della IUCN. Tantissime le fondazioni, le università, i centri servizi coinvolti, dalle isole Baleari alla Corsica, da Catania a Creta e Cipro.  

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In questi giorni tutti i partner coinvolti si incontreranno per discutere dei risultati ottenuti nei luoghi nei quali si è già agito, come Lula, Fonni, Talana, Seui, Laconi in Sardegna, ma anche per promuovere successive iniziative e azioni pratiche di conservazione in situ per le specie maggiormente minacciate della flora insulare mediterranea. La genziana, l’astragalo di Gennari, la centaurea dei maestri, il senecio di Mori’s sono solo alcune delle specie che sono state messe in salvo grazie al progetto che, secondo quanto affermato dal direttore dell’Orto Botanico dell’Ateneo cagliaritano Gianluigi Bacchetta, “ha contribuito significativamente alla conservazione della flora di maggior rilievo delle isole del Mediterraneo”.

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 Bacchetta ha anche aggiunto: “un obiettivo che viene realizzato attraverso un lavoro congiunto tra le varie istituzioni coinvolte, le quali, ognuna con le proprie specifiche competenze, concorrono a realizzare interventi pratici di conservazione, nonché a sviluppare e condividere metodologie e tecniche operative comuni”.

 

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